Fusione argento

Il procedimento più usato è il processo Parkes: nella lavorazione di minerali argentiferi di piombo, l'argento si ritrova nel piombo grezzo...

Fusione rottami Argento (collane, anelli, bracciali monili): 5,00 euro/Kg
Fusione grossami Argento (vassoi, vasi, posate ecc): 12,50 euro/Kg

I minerali d'argento sono generalmente associati ad altri minerali soprattutto di piombo e rame; da questi è possibile estrarre come sottoprodotto l'argento se il suo tenore supera le 20 ppm circa.

Il procedimento più usato è il processo Parkes: nella lavorazione di minerali argentiferi di piombo, l'argento si ritrova nel piombo grezzo ottenuto dall'arrostimento e riduzione del minerale; da questo è estratto mediante aggiunta di circa il 2% di zinco alla massa fusa. Si forma una lega contenente in concreto tutto l'argento e lo zinco e una limitata quantità di piombo. Tale lega solidificando si separa facilmente dal piombo fuso sottostante.

Lo zinco è allontanato dalla lega con la distillazione, e il residuo, che contiene circa il 10% di argento, è fuso in un forno a riverbero nel quale viene immessa una forte corrente d'aria. Tutto il piombo si ossida e si separa in superficie come scoria e viene allontanato; mentre l'argento che invece non si ossida, viene separato e successivamente raffinato per via elettrolitica.

I metalli fusi si versano in staffe di diverse forme e dimensioni a seconda dei casi. Preferibili sono le staffe verticali di ferro piallato e cioè lisce. La staffa va riscaldata e unta prima di versare il metallo. Bisogna tenerla sul forno acceso sino a quando non abbia raggiunto la giusta temperatura, tale da essere appena sopportata dalla mano.

Dopo la fusione, le staffe saranno poi pulite e ingrassate di nuovo. Sono poi necessarie tenaglie o molle da carbone, bastoncini di grafite e altri di terra refrattaria, per mescolare i metalli liquefatti. Ci sono poi i crogiuoli, recipienti in materiale refrattario che servono per la fusione dei metalli. I più comuni sono i piattelli di Parigi, formati in terra refrattaria, bianca, di buona resistenza. Possono avere una forma a bicchiere, tricorno e cono rovesciato.

L’argento deve fondersi a giusta temperatura, per evitare che si gonfi nel crogiuolo o si proietti nel versarlo. Se si aggiunge salnitro per purgarlo, è necessario rifonderlo con un pezzo di cremortartaro, Una volta liquefatto è possibile colare l’argento in varie forme decorative come mattonelle, lingotti, verghe e fogli.
I ferri del mestiere possono lasciare tracce che minano la nitidezza di forma dell’argento. I segni devono essere asportati con pietra pomice. Possono inoltre essere cancellati con panni o spazzole rotanti che levigano e puliscono le superfici.
La coloritura avverrà con un lieve deposito galvanico d’argento puro sull’oggetto in modo che acquisti uniformità. La lucentezza nelle superfici sarà ottenuta attraverso paste e panni di particolar fattura.

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